Come sta cambiando il mondo con l’Intelligenza Artificiale

 

AI

 

Proviamo a pensare a un brano musicale che ci piace, a un articolo di giornale ben scritto, un importante colloquio di lavoro con un esito positivo: tutti questi esempi rientrano nella normalità a cui siamo abituati. Ma se queste tre circostanze fossero pensate ed eseguite senza l’intervento umano, le percepiremmo ancora come normali? Probabilmente no, penseremmo a una quasi fantascienza. Ebbene, questi tre casi sono già realtà, una realtà che prende forma con l’uso dell’intelligenza artificiale.

Con la potenza dei computer e la velocità delle reti attuali e dell’imminente 5G, l’intelligenza artificiale sta prendendo il largo. Al momento ben pochi, al di fuori degli addetti ai lavori, hanno idea di quali direzioni stiano prendendo gli algoritmi più sofisticati di IA. L’intelligenza artificiale ha avuto i primissimi sviluppi negli anni ’80, ma una vera esplosione soltanto da qualche anno, grazie a computer sempre più performanti.

Dalla prima impostazione dell’IA, non così tanto tempo fa, oggi grazie anche alla potenza di calcolo ottenuta tramite cloud computing, dove un numero massiccio di computer sono collegati a un unico sistema, si è potuto sperimentare e far funzionare meglio gli algoritmi di intelligenza artificiale.

Gli algoritmi di ultima generazione inoltre, potenziati dal machine learning, sono in grado di fare tesoro dell’esperienza acquisita e usare le migliori “best practice” apprese, per confrontarle con tutte le situazioni future e scegliere la soluzione corretta. Anche nell’ambio IoT e IIoT alcune applicazioni di IA stanno giocando un ruolo sempre più importante grazie alla possibilità di implementare tali funzioni tramite edge computing.

L’impensabile prende forma

Gli algoritmi di IA sono oggetto di continue sperimentazioni e non rientrano più soltanto nell’ambito della ricerca a livello universitario. Recentemente è stata testata in diversi settori, non è più limitata a utilizzi nell’industria o per la manutenzione predittiva, il commercio o i cyber-servizi. L‘IA può anche essere predisposta per capire attraverso dei dati, raccolti ad esempio da battito cardiaco, pressione sanguigna, espressioni facciali attraverso il riconoscimento facciale e movimenti del corpo, le nostre preferenze, disagi, emozioni. Ecco quindi la nascita e sviluppo dei primi algoritmi utilizzati per il recruiting: fanno esattamente questo, registrano tutti questi dati e li confrontano con quelli del candidato “ideale”.

Che musica cyberMaestro!

Lo stesso principio viene utilizzato in campo musicale. La sperimentazione dell’IA anche nella musica fa uso di suoni, voci, testi accattivanti proprio in relazione ai dati raccolti col fine di creare un prodotto di alto gradimento. Chiaramente non è ancora possibile paragonare l’IA a un musicista che ragiona, crea e decide “di pancia” e conosce grosso modo quale impronta dare al suo pezzo. C’è tuttavia da prendere atto di quanto questa tecnologia abbia iniziato a insinuarsi anche in un ambito dove l’ingrediente necessario è appunto la creatività. Questo tema certamente farà inorridire i puristi della musica suonata dagli umani, dove a emergere è l’x factor, ma potrebbe far gola a gran parte dell’industria musicale per essere in grado di centrare sempre gli obiettivi con uno sforzo minore.

Cybergiornalismo

Si legge sempre più spesso che nel futuro l’attività del giornalista sarà sostituita dall’Intelligenza artificiale. Sembra davvero una sequenza di dichiarazioni apocalittiche. Ad esempio Microsoft ha annunciato che MSN sarà via via gestito dall’IA, in sostituzione del team di giornalisti e questo probabilmente è solo l’inizio. Il principio utilizzato è più o meno identico per i vari ambiti di applicazione: raccolta dati, identificazione degli argomenti di tendenza, ottimizzazione dei contenuti e così via. Il target è come sempre la creazione di un prodotto di massimo gradimento. A leggere quanto sta accadendo viene da chiedersi se davvero l’intelligenza artificiale può dare un taglio particolare o un sentimento nelle righe di un articolo oppure sarà utilizzata predisponendola per produrre dell’informazione dozzinale o “tot al chilo” di sicuro perfettamente realizzata ma asettica. E con una rete globale dove le fake news (molto spesso di tendenza) sono presenti in abbondanza, potrebbe prima o poi verificarsi la pubblicazione di altrettante fake news ottimizzate e ancora più trendy: l’IA non è infallibile. Meditate gente.

Cyber-sicurezza

Fatta la legge, trovato l’inganno, recita un vecchio proverbio. Gli algoritmi dell’IA rappresentano un qualcosa di plastico ed estremamente plasmabile. Il tema della cyber-sicurezza fa parte della vita di tutti i giorni; gli attacchi da parte di hacker si stanno moltiplicando, diventando sempre più sofisticati e coinvolgono sempre più settori a più livelli. I sistemi di cybersecurity fanno largo uso di algoritmi IA per individuare real time ogni più piccola anomalia che si verifica in rete, organizzare la difesa da ogni attacco e auto-plasmarsi grazie al machine learning. Allo stesso modo, se la mano che plasma la forma degli algoritmi non ha buone intenzioni, ecco che l’intelligenza artificiale diventa un’arma a doppio taglio. Le due facce dell’IA si scontreranno sempre più frequentemente e in un modo sempre più rapido: al progredire dell’una ci sarà la recrudescenza dell’altra.

Conclusioni

Le premesse riguardo l’IA non fanno certo pensare a un futuro migliore. Se davvero il futuro buono che ci attende sarà generato dalla società 5.0 occorre valutare molto bene non soltanto gli aspetti positivi che questa tecnologia può offrire, ma anche quelli nefasti che può produrre, tra l’altro dietro nostra specifica richiesta. L’economia deve ancora iniziare a riprendersi dalla crisi generata dall’epidemia di Covid-19, e la soluzione migliore sarà sempre lo sfruttamento delle tecnologie nuove per migliorare la qualità della vita e non a beneficio di pochi: la tecnologia dovrà sempre generare valore, non soltanto moneta. L’etica innanzitutto, che dovrà rappresentare una delle fondamenta per ricostruire il futuro. Il rischio concreto è quello di farsi sfuggire di mano la situazione ingolositi dalla velocità, dall’efficienza e dai costi ridotti per poi un giorno sentirsi dire: Vedo, penso, apprendo e mi ricordo, meglio di voi umani.

 

 

 

Articolo scritto da Giardino delle Competenze
© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Vuoi collaborare con noi per creare e far pubblicare i tuoi articoli?

GIARDINO DELLE COMPETENZE
+39 348 6416452
info@giardinodellecompetenze.it
P.IVA e C.F. 09277020963

© 2020 Giardino delle competenze. All Rights Reserved. Powered by Primaklasse|Privacy Policy