Indossare tecnologia, prevedere le anomalie

 

Dispositivi indossabili

 

Oramai li conosciamo molto bene… i dispositivi wearable fanno parte dell’universo IoT e, grazie alla raccolta e alla condivisione dei dati, racchiudono un grande potenziale per migliorare la qualità di vita sotto molti aspetti: salute, fitness, sicurezza, logistica, automotive e persino in campo agricolo, tanto per citarne alcuni.

Sebbene i dispositivi wearable siano nati come prodotto consumer di nicchia, hanno registrato in pochi anni un boom delle vendite, soprattutto nel settore sportivo. In breve tempo sono stati protagonisti di uno sviluppo e un’evoluzione tecnologica verso più direzioni, attraverso applicazioni sempre più complesse utilizzando sensoristica di nuova generazione. È comunque una tecnologia che ha “appena” subito un primo sviluppo evolutivo. Nel prossimo futuro, l’utilizzo di sensori sempre più precisi nel rilevamento così come l’integrazione con l’Intelligenza artificiale, forniranno via via dispositivi sempre più multitasking, precisi e affidabili.

Cyber-medicina

Nel campo medicale i dispositivi indossabili hanno trovato terreno fertile per lo sviluppo di applicazioni innovative. Questo settore negli ultimi tempi è stato messo a durissima prova e potremmo provare a immaginare come sarebbe la situazione se i wearable fossero stati sviluppati prima. Un esempio? L’ applicazione Immuni, attualmente in sviluppo, in base alle informazioni inserite nel diario clinico personale, dovrebbe metter in guardia sui possibili rischi di contagio da Covid-19, una volta preso contatto con un soggetto infetto. L’app però è legata al solo smartphone e non è in grado di raccogliere dati, fungendo semplicemente da “sentinella”. Lavorando soltanto in base ai dati inseriti, l’app fa affidamento unicamente sulla costanza di inserimento dei valori richiesti da parte dell’individuo che ne usufruisce. Immaginiamo invece di avere questa applicazione abbinata a un wearable che raccoglie costantemente valori chiave, come temperatura corporea, numero di respirazioni al minuto, saturazione, pressione sanguigna, e così via. Innanzitutto l’utente dell’app sarebbe nelle condizioni di ricevere un alert in caso di valori sospetti o anomali, oltre a un feedback costante sul proprio stato di salute. Allo stesso tempo, l’applicazione condividerebbe automaticamente i dati con il wearable, evitando all’utente di doversi occupare dell’inserimento. I wearable infatti possono monitorare in qualsiasi momento semplici parametri vitali consentendo un intervento tempestivo in caso di emergenza. Se poi al rilevamento accurato e alla condivisione aggiungiamo anche la messa a disposizione dei dati alle strutture sanitarie, tutto ciò rappresenterebbe un grosso passo avanti per rafforzare il concetto di “prevenire è meglio che curare”.

In questa particolare situazione la velocità si rivela il più delle volte un fattore decisivo per il buon esito delle cure mediche. È facile immaginare come un sistema impostato in questo modo possa essere di assoluta utilità per il contenimento dei contagi, fattore delicato che rappresenta l’incognita da risolvere per il buon esito della Fase 2 dell’emergenza sanitaria attualmente in corso.

Agricoltura tecnologica

Wearable significa indossabile, ma non è riferito soltanto all’uomo. Il concetto di raccolta e condivisione dei dati può essere tranquillamente esteso in campo agricolo grazie all’IoT: come ad esempio nella viticoltura. La raccolta di valori chiave del vitigno, dello stato del terreno, della quantità di acqua come anche la presenza di parassiti, è fondamentale per la riuscita del raccolto. Con l’elaborazione delle informazioni raccolte si può ad esempio controllare meglio l’irrigazione, la quantità di fertilizzante oppure se è realmente necessario utilizzare una quantità di antiparassitario o ridurla e quando somministrarla. Tutto ciò renderebbe la coltivazione più sostenibile riducendone l’impatto ambientale e il relativo consumo.

Lo stesso principio si può applicare a un allevamento: quando un capo presenta uno stato di salute anomalo stabilito attraverso i valori raccolti, è possibile isolarlo e provvedere alle cure. In tempi assai più brevi rispetto a oggi, si potrebbe scongiurare il rischio di un’epidemia che avrebbe conseguenze ben peggiori oltre all’impatto economico.

Domani?

Questa tecnologia ha e avrà applicazioni preventive sempre più accurate. Considerando i miglioramenti nelle tipologie di sensori dedicati e un livello di attenzione sempre più alto, si avranno a disposizione sistemi di raccolta dati sempre più precisi. E con il monitoraggio, prevenzione e intervento si otterranno livelli di previsione sempre più esatti: magari sarà necessario ancora un po’ di tempo ma chi di noi non vorrebbe sapere in anticipo l’arrivo di un mal di testa oppure di un raffreddore?

 

 

 

 

Articolo scritto da Giardino delle Competenze
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