Fiere ed eventi ai tempi del Covid

 

Fiere ed eventi durante il Covid

 

L’escalation di contagi sta facendo ritornare l’ambiente fieristico indietro di otto mesi e non solo in Italia. Questa volta è diverso: le decisioni molto spesso vengono prese all’ultimo momento e con un ottimismo non sempre giustificabile.

Se durante i mesi di lockdown a inizio anno, dopo diversi rinvii e non poca confusione, è stato possibile sfruttare la crescente tendenza alla digitalizzazione e convertire le fiere da fisico a virtuale, dopo l’estate abbiamo assistito alla ripresa delle manifestazioni in presenza, con non poche difficoltà. Quando la possibilità di svolgere gli eventi in maniera virtuale non è stata presa in considerazione, gli organizzatori si sono trovati in balia della sorte: ad ogni nuovo dpcm era necessario affrontare l’incertezza di poter proseguire con l’allestimento.

Sono moltissimi gli appuntamenti fieristici che hanno subito uno sconvolgimento senza precedenti a causa della pandemia: cambi di data, trasformazioni in digitale o posticipazioni agli anni a venire (ad esempio Innotrans direttamente nel 2021). Inoltre, ad autunno oramai inoltrato, gli appuntamenti che si sono svolti fisicamente non hanno avuto il consueto afflusso di pubblico. Possiamo fare l’esempio di Bi-Mu (perché ci siamo stati!) che logicamente, vista l’attuale situazione non certo rosea, non ha registrato grosse presenze di visitatori. C’è da dire però che l’equazione meno pubblico = maggiore distanziamento, ha reso possibile una visita senza particolare psicosi. I dati sui visitatori la dicono lunga: 9000 presenze nel 2020 contro 65000 nel 2018, pur con l’assenza di restrizioni dell’ultimo DPCM del 24 ottobre, ma sono bastati distanziamento, DPI e il timore del contagio per ridurre in numeri in modo così drastico.

Fiera si, anzi no!

Se a Bi-Mu non è filato tutto liscio, la peggio l’hanno avuta le fiere che l’hanno seguita: è il caso di Mecspe, che in principio era stata posticipata (forse con una certa dose di ottimismo) a fine giugno (qui le date) per poi essere nuovamente spostata ad ottobre. Il dilagare del numero di contagi nelle ultime settimane ha costretto le autorità a prendere provvedimenti più stringenti. Così, con le date confermate (dal 29 al 31 ottobre) e ad allestimenti già iniziati, è stata presa, in osservanza al DPCM del 24 ottobre, la scioccante decisione di cancellare la fiera. Sembra di essere ritornati a marzo 2020 quando il preannunciato lockdown generale ha causato la cancellazione in serie di tutti gli appuntamenti fieristici, non solo in Italia ma in tutta Europa. A questo punto viene da chiedersi se l’organizzazione delle fiere nel 2021 sarà ancora soggetta a questo tipo di sconvolgimenti, anche se ovviamente speriamo di no.

Agli antipodi di quanto è purtroppo accaduto a Mecspe  possiamo citare come esempio ciò che è invece stato fatto in occasione di Ecomondo 2020, appuntamento previsto (inizialmente) in formato fisico e che si sarebbe svolto ai primi di novembre. Sempre in osservanza del DPCM del 24 ottobre, l’appuntamento fisico è stato annullato, ma è stato rimodulato in formato digitale allungando la durata degli appuntamenti di una settimana con altre iniziative. Preveggenza? Non lo pensiamo, piuttosto quest’ultimo esempi può essere catalogato come resilienza. Logicamente non è possibile mettere a paragone la decisione presa dall’organizzatore di Mecspe con quella presa da Ecomondo, poiché sono effettivamente due ambiti ben distinti, tuttavia in questo preciso caso che occorre portare l’attenzione e prendere ispirazione per gli eventi futuri.

Il concetto “Fiera” cambierà per sempre?

Se è vero che gli appuntamenti di inizio anno sono stati convertiti (con successo di pubblico o meno) in formato digitale, è altrettanto vero che questa scelta potrà davvero condizionare definitivamente lo svolgimento di tutte le future manifestazioni di questo tipo. E su questo trend si possono comunque individuare molti pro e contro, primo fra tutti il contatto azienda – visitatore: una percezione di immagine che ancora oggi difficilmente un qualsiasi appuntamento in digitale può generare correttamente. Tuttavia, l’adozione di soluzioni innovative porta i suoi vantaggi scongiurando definitivamente il rischio di vedere annullato un appuntamento importante come Mecspe, con tutti i relativi danni economici alla filiera di riferimento.

Ora e domani

Grazie agli eventi virtuali, abbiamo potuto riscontrare diversi vantaggi, come ad esempio la possibilità per tutte le persone di partecipare, da dovunque si trovino, senza doversi più preoccupare di trasferte, relativi costi per gli spostamenti, imprevisti, code per l’entrata, distanziamento, ecc… Inoltre, il livello di sicurezza è massimo, l’organizzazione fieristica non è più messa a dura prova anche in relazione a eventuali futuri cambiamenti delle normative anti-contagio. Anche i partecipanti riuscirebbero a visitare tutta la fiera in molto meno tempo avendo accesso a più stand, anche in contemporanea, senza rischio di perdere una demo o un convegno perché impegnato fisicamente in un altro padiglione. Se questa esperienza ci ha insegnato qualcosa è che tutto si può fare grazie a una combinazione di innovazione e resilienza: gli investimenti nella digitalizzazione e nelle nuove tecnologie non sono mai sprecati ed è necessario evolversi e reinventarsi per andare avanti e continuare ad avere successo.

Le fiere torneranno a essere degli affollati eventi fisici? Probabilmente sì ma un domani potrebbero offrire esperienze più personalizzate e su misura per meglio adattarsi alle esigenze di espositori e visitatori.

 

 

 

 

Articolo scritto da Giardino delle Competenze
© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Vuoi collaborare con noi per creare e far pubblicare i tuoi articoli?

GIARDINO DELLE COMPETENZE
+39 348 6416452
info@giardinodellecompetenze.it
P.IVA e C.F. 09277020963

© 2020 Giardino delle competenze. All Rights Reserved. Powered by Primaklasse|Privacy Policy