L’economia circolare: un’alternativa al modello economico lineare

 

Economia circolare comparata al modello lineare

 

Ora che la crisi ha notevolmente ridisegnato i parametri per l’economia futura, occorre tornare a riflettere sui progetti di fine 2019 riguardo all’impatto climatico zero, la strategia a lungo termine presentata dall’UE per la riduzione dell’ impatto ambientale degli stati membri. La ripartenza in questo particolare e inaspettato 2020 dovrà tenere conto dell’economia circolare, che ora ha mille e un motivo per essere messa in atto su larga scala. Lo schema di economia lineare attualmente utilizzato mostrava già prima del lockdown la sua crescente insostenibilità dal punto di vista dei materiali di scarto e dei rifiuti: gli ultimi dati del 2019 hanno rivelato che l’Europa ne produce annualmente più di 2,5 miliardi di tonnellate di vario tipo. È chiaro che questo ha un enorme impatto a livello ambientale; non siamo (e lo saremo sempre meno) in grado di smaltire o riutilizzare correttamente gran parte delle materie di scarto senza dover ricorrere a sistemi che risultano scarsamente efficienti, e che impiegano una massiccia quantità di energia. Quei dati individuavano inoltre una brusca frenata della produzione europea negli ultimi mesi, in contrapposizione al fabbisogno di materie prime, che era sostanzialmente in aumento. Purtroppo, nel vecchio continente molte materie prime non hanno scorte illimitate e pertanto saremo sempre costretti a ricercarle altrove andando, ancora una volta, a impattare su ambiente, consumo energetico ed emissioni. Lockdown a parte, lo scorso anno era già possibile percepire un lento cambio di direzione verso l’autorigenerazione, mentre lo sfruttamento degli scarti apparentemente inservibili è appena agli albori.

Pensare a lungo termine premia

La transizione da un’economia basata sulla trasformazione della materia, con la produzione di rifiuti come ultimo gradino della scala, a un modello economico basato sul riadattamento delle materie di scarto, è una sfida per tutti e alquanto complicata. Finora non si sono mai tenute in considerazione le finalità che un qualunque prodotto potesse avere al termine della sua vita utile e non si è mai data la giusta importanza al possibile re-impiego o alla rigenerazione. Un prodotto rotto o vecchio non ha più ragione di essere, quindi viene smaltito. Anziché utilizzare materie prime rigenerate, l’ottica più comune fino a qualche decennio fa, si fondava sull’utilizzo di materie prime nuove. Urge quindi sottolineare che un qualsiasi prodotto costruito con uno schema economico di tipo lineare coinvolge una infinità di filiere di fornitori di materie prime, che invece potrebbero essere impiegate allo stesso modo, ma utilizzando un sistema auto-rigenerativo: ad esempio, il produttore di materie prime può diventare anche rigeneratore avendo quindi l’opportunità di offrire continuità ai propri clienti. Tuttavia, possiamo apprezzare i moltissimi progetti in essere per lo sfruttamento degli scarti, che vengono trasformati in materia nuova pronta per essere destinata a nuovi utilizzi e prodotti. Possiamo essere orgogliosi del fatto che molte delle idee innovative sono state concepite in Italia!

Italia über alles

Secondo il rapporto 2019 riguardo all’economia circolare nel nostro paese, si può tirare un sospiro di sollievo: le cifre mostrano come l’Italia si sia dimostrata più sensibile rispetto agli altri stati europei su questa pratica. A quanto pare l’innovazione, il rapporto fra utilizzo di materie prime e rigenerate, il consumo energetico e la gestione degli scarti ha premiato il Bel Paese! Questo però è solo l’inizio e non ci si può accomodare. L’Italia probabilmente è la nazione che meglio ha interpretato finora il concetto di economia circolare, dedicandosi ai punti giusti. Il traguardo non è affatto vicino, occorre stabilire una rete fra settori differenti affinché si possa ampliare la quantità di risorse da rigenerare e soprattutto continuare a perseverare con la ricerca: quest’ultima è uno strumento fondamentale per poter progredire ulteriormente individuando altri materiali di scarto che possano essere destinati a un nuovo impiego.

Dalla Nutella ai prodotti cosmetici e farmaceutici

Lo scorso anno la Ferrero ha rappresentato l’orgoglio nazionale sia per il lancio sul mercato d’oltremare e non solo, di un nuovo e apprezzatissimo prodotto sia per aver vinto il premio come “Best Place to Work”. Non meno importante è l’investimento messo in campo da Ferrero per ridurre l’impatto ambientale e creare un flusso circolare da estendere a tutte le lavorazioni. Come noto, l’azienda piemontese è utilizzatrice di nocciole per i propri dolciumi, acquistando il 32% della produzione mondiale. Come altri produttori, ha cercato di capire come poter riutilizzare gli scarti di lavorazione, eventualmente sfruttandoli anche per altri scopi. Gli investimenti per la ricerca non portano mai risultati in breve tempo, ma quello che la Ferrero ha fatto è stato uno studio approfondito, tracciando una nuova strada da percorrere: dagli scarti di lavorazione delle nocciole è stato possibile estrarre sostanze antiossidanti utili per il settore cosmetico e farmaceutico. Questa filosofia può essere estesa anche a settori completamente diversi, un esempio è rappresentato da alcuni scarti alimentari adatti a essere trasformati in fibre tessili.

Sono innumerevoli gli esempi di estrazione di una materia prima dallo scarto, dalla caseina agli scarti degli agrumi dai quali si possono ricavare fibre tessili da utilizzare. Molte aziende alimentari si ritroveranno in questo modo con una risorsa che fino a oggi era considerata un costo per lo smaltimento.

Dalla nascita e lo sviluppo delle tecniche di estrazione delle fibre nuove possiamo quindi aspettarci la nascita di nuove figure professionali e di nuove realtà. I benefici saranno ad appannaggio di tutte quelle aziende che sapranno cogliere anche questa occasione e che vorranno sfruttarla per intero.

 

 

 

 

 

Articolo scritto da Giardino delle Competenze
© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Vuoi collaborare con noi per creare e far pubblicare i tuoi articoli?

GIARDINO DELLE COMPETENZE
+39 348 6416452
info@giardinodellecompetenze.it
P.IVA e C.F. 09277020963

© 2020 Giardino delle competenze. All Rights Reserved. Powered by Primaklasse|Privacy Policy