Pagamenti: transazioni senza contante, transazioni digitali, un mondo di opportunità

 

Pagamenti senza contanti

 

Meno contante in tasca equivale ad avere più o meno libertà?

Il primo Luglio è stata fissata la soglia massima per le transazioni con denaro contante a 2000 euro. Questo provvedimento, fra le altre cose, vorrebbe essere un incentivo all’utilizzo dei pagamenti tramite POS e Carte, oltre che ovviamente agli M ed E-pay. Quando si parla di transazioni digitali oggi, pagare per un acquisto sul web o un piatto di spaghetti al ristorante non ha più differenza.

C’è da considerare inoltre che quest’anno, il confinamento ha rimescolato le carte riguardo al numero di pagamenti digitali. Secondo una ricerca condotta dall’Osservatorio Mobile Payment del Politecnico di Milano condotto nel periodo 2018-19 la percentuale dei pagamenti digitali aveva già registrato una crescita più alta (9%) rispetto alla media europea. La situazione di emergenza del 2020 non ha fatto altro che accelerare il fenomeno e le previsioni annunciano un ulteriore aumento.

Il contante è ancora il preferito?

Se fino allo scorso anno la risposta poteva essere affermativa, il 2020 ridisegna nuovi scenari. Con la crisi del Covid19 sono emerse alcune problematiche riguardo al denaro contante: doversi recare fisicamente agli sportelli automatici unitamente alle norme di social distancing e di igienizzazione dei locali rappresentano un freno non indifferente, oltre ovviamente al fatto di maneggiare le banconote. In Italia comunque il denaro contante è ancora sinonimo di libertà e privacy, mentre le transazioni digitali vengono percepite come “l’impicciarsi dei fatti altrui” e una chiara limitazione: per farla breve il pagamento digitale viene percepito come l’ennesimo “Grande Fratello”. Come si è potuto constatare durante il confinamento, il passaggio graduale da contante a digitale non ha rappresentato alcuna minaccia, anzi, è logico auspicare la diffusione arrivando in un futuro prossimo a pagare il classico caffè o il quotidiano. Le cause della reticenza nell’utilizzo dei pagamenti digitali non sono tuttavia soltanto una questione di privacy e libertà. Le commissioni sulle transazioni applicate finora agli esercenti sono state abbastanza alte da sfavorire i piccoli pagamenti. Tuttavia nella legge di bilancio 2020, oltre al limite di utilizzo del contante è previsto anche un credito di imposta che arriva a coprire fino al 30% del costo delle transazioni. Non solo, la normativa PSD2 in vigore già da tempo prevede prezzi calmierati per le commissioni sui pagamenti digitali. C’è da chiedersi se questi due provvedimenti permetteranno la crescita delle transazioni senza contante.

Acquisti più sicuri, pagamenti più fluidi

La normativa PSD2 già include una tutela maggiore rispetto al passato recente per ogni transazione. Il futuro del pagamento digitale potrà essere sempre più sicuro, e (probabilmente) sarà anche più fluido e semplice in particolar modo per i soggetti anziani che hanno poca familiarità con il mondo digitale. Non va assolutamente abbassata la guardia riguardo la sicurezza dei sistemi digitali di transazione poiché il crescente numero di cyberattacchi, che ha come target l’acquisizione dei dati sensibili, potrebbe tranquillamente trovare in questo ambito (e non si tratta soltanto di carte di credito clonate) un valore economico molto più grande di quello che si possa immaginare. Il blocco di un sito e-commerce causa danni ingenti per un’azienda, ma il blocco di un intero circuito di pagamenti può anche causare una catastrofe finanziaria. Occorre quindi sviluppare l’intero sistema in anticipo rispetto alla sua crescita di utilizzo, con l’ausilio dell’IA e la blockchain in modo da massimizzarne i benefici e ridurre i punti deboli.

Come sempre è anche questione di etica

Anche in questo ambito i concetti di etica e di buonsenso devono essere alla base di tutto il processo, favorendo il miglioramento dei servizi e i benefici per l’intera catena commerciale. La possibilità che le transazioni digitali possano essere strumentalizzate in qualche modo per esercitare il controllo o per pilotare i guadagni dovrà essere sempre monitorata affinché non si creino mercati “chiusi” dagli effetti economici facilmente immaginabili. Con il continuo aumento delle transazioni aumenterà la competizione fra player esistenti e anche fra molti che si stanno affacciando ora sul mercato. Molte aziende fintech e digitali sono nate in quest’ultimo periodo e si stanno posizionando nella fascia di competitor principale delle strutture bancarie tradizionali. La concorrenza fra player differenti genererà un ampio portfolio di tariffe e offerte per incentivare ulteriormente l’utilizzo dei pagamenti digitali e tra non molto tempo risulterà anacronistico persino il claim di un noto spot televisivo…” Prende la caaaarta?”.

 

 

 

 

 

Articolo scritto da Giardino delle Competenze
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