Società 5.0: è questo il futuro ‘buono’ che ci attende?

 

5.0 Society

 

Negli ultimi due mesi abbiamo sentito parlare di un mondo ‘post pandemia’ nel quale ci attenderebbe qualcosa di inimmaginabile e straordinario per gli anni a venire. Crisi economico-finanziaria permettendo, si intende.

Gli scopritori e sostenitori della nuova consapevolezza di massa hanno prodotto i più fantasiosi scenari, basati sulla reazione dell’uomo alla straordinaria prova alla quale siamo stati sottoposti.

Fra tutti coloro che hanno ipotizzato l’apocalisse dei vecchi sistemi politico-economico-sociali, nessuno ha saputo delineare uno scenario plausibile o quantomeno una direzione da intraprendere

Una visione possibile e auspicabile ci è offerta dal concetto di Società 5.0, introdotto per la prima volta dal governo giapponese nel 2016 nell’ambito di Science and Technology Basic Plan e presentato alla conferenza internazionale sul futuro dell’Asia nel 2017 dal primo ministro giapponese, Shinzo Abe.

La visione alla quale il Giappone dichiarava di aspirare è il quinto livello di evoluzione societaria: dopo la società venatoria, quella agricola, l’industriale e la società dell’informazione.

La Società 5.0 si propone di realizzare un futuro nuovamente incentrato sull’uomo, dove progresso economico e risoluzione dei problemi sociali troverebbero un bilanciamento e in cui le vite e la convivenza delle persone incontrerebbero un futuro armonico.

Non si tratterebbe quindi solo di migliorare la produttività ma anche di aiutare a risolvere problemi sociali, promuovendo quindi l’idea di Super Smart Society, dove l’Information Technology e l’Intelligenza Artificiale andrebbero a disegnare il profilo di una nuova realtà super intelligente nella quale cambierebbero molte cose.

Se Industry 4.0 ha reso disponibile un’enormità di dati grazie a tecnologie innovative come IoT, robot e Big Data, etc. la Società 5.0 si propone di elaborare questi dati per metterli a disposizione dell’uomo per le nuove questioni globali, come sostenibilità, energia, smart city, sanità, risorse idriche.

Si pensi, per esempio, a un sistema sanitario basato sull’intelligenza artificiale dove si possa compiere un’elaborazione dei dati in tempi rapidissimi per mettere a disposizione informazioni utili per l’elaborazione di diagnosi e cure; oppure a soluzioni per affrontare il progressivo invecchiamento della popolazione, il sovraffollamento e inquinamento delle metropoli, etc.

Naturalmente l’appello di Abe non ha lasciato insensibili i leader tecnologici mondiali, già protagonisti della digital transformation; ma per abbracciare un processo ampio che tocchi il quotidiano (pubblico, privato e lavorativo) di tutti, sarà necessario intraprendere una rivoluzione più ampia, che passi necessariamente dal cambiamento culturale, sociale e individuale.

Forse possiamo valutare questa esperienza appena vissuta, carica di nuove consapevolezze, come l’occasione per non lasciarci sfuggire questa evoluzione.

 

 

Articolo scritto da Giardino delle Competenze
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